I bisogni del Parlamento

Giornata di grande agitazione a Montecitorio. Il crollo del sistema Italia è alle porte e i protagonisti delle ultime legislature sono stati convocati d’urgenza affinché si trovi presto una soluzione, vera, concreta, e si eviti il collasso.
La tensione è palpabile, i politici passeggiano nervosamente lungo il transatlantico; come può il semplice cittadino comprendere la profondità di certe angosce? Come può soltanto concepirne le implicazioni? Può? Non può. Anche perché, a dirla tutta, a preoccupare le pance e a costipare le menti è sopraggiunto un guasto alla rete fognaria che ha causato forti disagi nei bagni del fabbricato sin dalle prime ore del mattino, rendendoli progressivamente inagibili tutti quanti, o quasi.

Letta: “Ohibò che coda, tutti in fila per il bagno?”
Renzi: “Ciao Henry. Sì, è occupato da almeno un quarto d’ora”
Letta: “Ma è l’unico agibile? Ancora son guasti gli altri?”
Bossi: “Io non ce la faccio più eh, io mi sto cagando addosso eh”
Maroni: “Umberto, guarda che se ne sono accorti tutti che sei arrivato già cagato”
Letta: “Mi pare evidente che queste fognature vadano urgentemente riparate”
Santanchè: “Grazie al cazzo”
D’Alema: “È per di qua il bagno?”
Letta: “Sì. E c’è la fila”
Bossi: “A Roma nemmeno i cessi sapete fare, figuriamoci la fila”
Grillo: “Ladri! Ci avete tolto anche il diritto di pisciare!”
Letta: “Che palle Beppe, non è colpa nostra se si sono rotti i bagni”
Grillo: “E di chi sennò? A chi avete concesso l’appalto? Di chi sono parenti stavolta?”
Alemanno: “Oh, perché guardate tutti me?”
Alfano: “Ma possibile che non si può neanche andare a pisciare in pace qua dentro?”
Tutti: “ZITTO TU!”
Bossi: “Ma chi li ha rotti ‘sti cessi di merda?”
Bersani: “Non saprei, siamo arrivati e abbiamo ereditato il disagio dall’utente precedente”
Alfano: “Sì Pierluigi, scherza pure, tanto anche di questa porcata il tuo gruppo ne dovrà rispondere alla Camera”
D’Alema: “Porcata per porcata, io propongo di farla in quel vaso”
Bersani: “Ma no, è un Ming di valore inestimabile, pagato dai contribuenti”
D’Alema: “E allora fattela sotto, scegli tu, tanto se là dentro c’è chi credo io con le tipe che frequenta di solito, qua ce n’è per tre ore”
Renzi: “Massimo, è inaudito che tu la faccia nel Ming, pensa a noi che restiamo in fila con la tua puzza sotto al naso”
Bersani: “Ragazzi qua serve una scelta coesa, o si aspetta tutti o la si fa nel Ming tutti”
Alfano: “Cosa? E io dovrei tirarmi fuori il piffero davanti a voi?”
Santanchè: “Tranquillo, a occhio nudo non si vede”
Tutti: “AHAHAH!”
Bossi: “A me serve qualcuno che me lo regga eh”
Grillo: “Fate il vostro dovere da dipendenti dello Stato! Cacciate i soldi per riparare i cessi!”
Letta: “No, stiamo calmi, qui nessuno caccia niente, troviamo insieme una soluzione rapida che accontenti tutti, poi più in là penseremo alla riparazione”
Renzi: “A me ‘sta storia del rimandare tutto a babbo morto comincia a stare sulle balle però”
Santanchè: “E perché? Sei talmente sicuro di andare al governo che pensi di trovartela sul groppone, eh verme?”
Renzi: “Ah, a te lui ancora non l’ha detto chi governerà? Si vede che non siete così amici quanto credi…”
Monti: “Se avessimo messo l’uso dei bagni a 1,50€ a quest’ora vivremmo in un’Italia più civile ed europea”
Letta: “Ma porca paletta mi fate parlare?! Ho un’idea, o si aspetta tutti o la si fa tutti nel Ming, mettiamo ai voti, ci vuole coesione. Daniela, tu allo spoglio”
Renzi: “Ma perché, oggi è vestita?!”
Tutti: “AHAHAH!”
Bersani: “Comunque l’idea della coesione era mia”
Letta: “Basta! Forza, si voti”

10 minuti dopo, lo spoglio.

Santanchè: “Mingvaso mingEsigo la mia intimitàMingTroppo tardiNel vaso MingDecida la rete e infine un Vediamo ‘sto piffero
Letta: “Allora: se ho fatto bene i conti ha vinto di due voti il candidato vaso Ming
Alfano: “Ecco a voi l’ennesimo vergognoso attacco alla democrazia”
Bersani: “L’unico attacco alla democrazia qua l’ha fatto chi è chiuso al cesso da 20 minuti, stavolta ha proprio esagerato, cominciasse a chiamare Ghedini”
Renzi: “Ehi, a me il foglietto per votare non l’avete dato mica”
D’Alema: “Tanto saresti ininfluente”
Letta: “Guardate, sta uscendo qualcuno!”
Una splendida figliola vestita da infermiera passa tra gli sbalorditi presenti.

Splendida figliola: “Fra un minuto il presidente lascerà liberi i servizi, chiede umilmente di scusarlo”
Letta: “Sì, ma il presidente ora sarei io però”
Alfano: “Vabbè vabbè, ho capito, chi comincia? Tanto fidatevi che non è roba di un minuto, saranno in dodici là dentro”
Renzi: “Dodici?”
Santanchè: “Perché non lo sai che ne regge pure quindici? Forse non siete così amici quanto credi…”
Bersani: “Oh mi avete rotto, comincio io”

Certe volte il destino è assai malevolo, una placida vita può stravolgersi improvvisamente per coincidenze di secondi o di millesimi perfino. Accade così, che appena l’Onorevole Bersani inizia a liberarsi frettolosamente la vescica nel vaso Ming, la porta del bagno, lenta, si schiude.

Tutti: “Presidente Napolitano! C’era lei là dentro?!”
Napolitano: “Eh, a quest’ora c’ho le punture, c’ho”
Berlusconi: “Gigi! Guarda qua!”
Bersani: “NOOO!”
Berlusconiclic!

Scandalo in Parlamento

“Scandalo in Parlamento: On. Bersani sorpreso a orinare nei preziosi vasi Ming di Montecitorio (fonte Panorama)”

 

Scritto per il LoLingtonpost.it.

4 comments

Rispondi:

  1. Humani Instrumenta Victus · July 22, 2013

    Piss de théâtre :)

  2. TheAubergine · July 22, 2013

    AHAH! Bel calembour! :D

  3. Claudiappì · July 22, 2013

    Fantastico :D

  4. TheAubergine · July 22, 2013

    Non puoi capire che fatica scriverlo, non stavano zitti un minuto.