20 cose e 7 cosette che avrei preferito non sapere di Giorgio Napolitano

Golfo di Napoli, profumo di caffè, una grigliata di pesce trionfa sulla tovaglia a quadri azzurri, la brezza nei capelli, le tue mani che sfiorano le sue, un vivace bambino si avvicina al vostro tavolo: “Da grande farò il Presidente della Repubblica!”. Lo guardi con tenerezza “Son sogni di bimbo” pensi, poi la sua fierezza ti contagia e un attimo dopo ti sorprendi nell’immaginarlo davvero presidente come dice lui, sorridi al papà che si scusa per il disturbo recato “Ma no, si figuri, ce ne fossero!” gli dici e rimani a riflettere sulle meraviglie della vita. Non sai che dopo due minuti si ripeterà la stessa scena. E anche dopo cinque minuti. E dopo dieci. E poi noti che fa così a ogni tavolo. E quel bambino ha incredibilmente già in testa il doppio mandato. E per raggiungere il suo obiettivo è disposto a gesti folli, tipo iscriversi al partito comunista. Ti rimangi il sorriso, ti rimangi il sospiro, arrivi alla conclusione che sarebbe infinitamente meglio se quel bambino sperasse di fare l’astronauta come tutti invece di provocare chissà quante notti insonni ai genitori: Dai cara, magari gli passa crescendo Ma che gli passa, c’ha 23 anni, te l’avevo detto di riempirlo di mazzate quando era il tempo Ma vai a pensare che… dai, non piangere Abbiamo sbagliato tutto Su, abbracciami, magari lo picchiano i fascisti un giorno di questi. Il perché e il percome Giorgio Napolitano si sia salvato dai fascisti, eccolo snocciolato in una lista di 20 cose e 7 cosette che ripercorrono i maggiori successi della vita dell’attuale Presidente della Repubblica:

  1. Innanzitutto, come evidente, trascorre l’infanzia senza beneficiare di un padre-padrone che sappia nutrirlo di malrovesci sui denti quando si avvicina alla gente per dire stronzate.
  2. Sin da giovane nel taschino ha la tessera del PCI. Presente quelli che avrebbero fatto di tutto per fermare il capitalismo e gente come Berlusconi? Quelli del “Lavorare meno, lavorare tutti”? Quelli che “Noi adoriamo i bambini, arrosto”? Quelli. Ma purtroppo Napolitano di questi tre obiettivi ne ha realizzato solo uno.
  3. Dal 1944 al 1953 prepara tutte le cazzo di mattine il cappuccino a Palmiro Togliatti portandoglielo sempre alla stessa ora e sempre senza farlo cadere, qualcosa di incredibile, una specie di dono.
  4. Nel ’53 Togliatti si accorge delle doti politiche del ragazzo e ne appoggia la candidatura a responsabile della commissione meridionale del Comitato centrale del PCI: Dovreste assaggiare che caffellatte fa, ha le mani d’oro!.
  5. Nel 1956 è favorevole alla violenta repressione dei moti ungheresi da parte della potente Unione Sovietica; alla vista di carri armati rossi che sparano sulla folla di operai e studenti disarmati – o al massimo armati di estintore -, non può proprio trattenersi: “L’intervento sovietico non solo ha contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo”. Un discorso che non solo tradisce la base, ma che fotte sul filo di lana la chiosa alla Miss Italia dell’epoca.
  6. A leggere una roba del genere compagno Giolitti sbianca, si ingoia una mezza bottiglietta di Torazina e lascia il partito insieme a tutta quella frangia del PCI che “Mangiabambini sì, ma infami persi no, eccheccazzo”.
  7. Nel ’64, alla morte di Togliatti, Napolitano si accorge che sfasciare la sinistra dall’interno è facile quanto divertente e diviene leader della fazione moderata e socialdemocratica del PCI al grido di “Carl Marx senza barba sarebbe stato decisamente più al passo di quell’Europa sociale e moderna che viviamo oggigiuorno”.
  8. Negli anni di segretariato Berlinguer, Napolitano si schiera apertamente contro: il divorzio, l’aborto, il diritto di famiglia, le Zigulì alla banana, Bruno Conti e tutte le cose belle nate in Italia che quindi, anche per merito suo, furono pure le ultime.
  9. Nel 1981 contesta a Berlinguer lo scarso dialogo col Partito Socialista di Bettino Craxi: E fagliela ‘na telefonata, no? Tanto fra 35 anni faccio cancellare tutto. Anche perché Craxi era il nuovo principale estimatore dei suoi famosi cappuccini: Dovreste assaggiare che latte macchiato fa, ha le mani d’oro!.
  10. Con la morte di Berlinguer (1984) Napolitano, sostenuto da “No ma davvero non dovevi” Craxi, completa la distruzione del PCI partecipando alla fondazione del PDS, ovvero il Principio Dello Scatafascio.
  11. Liberatosi finalmente dalle assemblee nei garage, dalle citazioni di Trotsky e dal martedì calcetto con Cossutta, il ritrovato Napolitano può finalmente essere libero di cambiare l’Italia in meglio. E invece.
  12. Durante il governo Craxi si professa favorevole al taglio della scala mobile ché tanto, dice, lui piglia l’ascensore – una battuta che lo fa ridere tantissimo ancora oggi -.
  13. Napolitano è Presidente della Camera dei deputati durante Tangentopoli, periodo in cui fa un vero figurone mettendolo in culo a Craxi senza mani, impegnate a congratularsi vicendevolmente per la facilità del successo.
  14. Vista l’innata capacità di seguire il rigo con il dito, nel 1994 i democratici di sinistra lo onorano della lettura del discorso con cui sostengono la fiducia al primo Governo Berlusconi, eccone un estratto: “Vabbè oh, alla fine Mediaset e il Milan vanno alla grande, è un volto nuovo, uno che ci sa fare coi conti, dargli una possibilità a quali conseguenze catastrofiche potrà mai portare?”.
  15. Nel 2006 viene eletto Presidente della Repubblica, il primo ex PCI e il primo a vincere i mondiali di calcio in Germania, due dettagli che i tedeschi ci faranno scontare ancora a lungo.
  16. Nel settembre dello stesso anno Napolitano rende omaggio a Budapest alle vittime della rivoluzione ungherese del 1956: “Ho reso questo omaggio sulla tomba di Imre Nagy a nome dell’Italia, di tutta l’Italia, e nel ricordo di quanti governavano l’Italia allora e assunsero una posizione risoluta, a sostegno dell’insurrezione ungherese e contro l’intervento militare sovietico”. “Ohibò, un pensiero davvero carino” pensa Giolitti due istanti dopo un meraviglioso triplo carpiato senza schizzi portato felicemente a termine nella tomba.
  17. Durante la presidenza avalla una serie di bestialità tali da renderlo in breve l’indiscusso protagonista delle fantasie erotiche di Barbara D’Urso, nell’ordine:
    17.1. Il Lodo Alfano, costituito da un solo articolo diviso in otto commi tra cui la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato tra cui c’è Berlusconi, ma sicuramente è un caso.
    17.2. A seguito dell’esclusione delle liste PdL in Lazio e Lombardia per le regionali 2010, Napolitano firma nottetempo un decreto legge per la riammissione delle liste escluse. Gli illeciti di fatto cancellati furono: l’iscrizione fuori tempo massimo della lista Polverini, firme false, l’ineleggibilità di Roberto Formigoni per aver superato i due mandati consecutivi. Tutta roba di cui beneficia il partito di Berlusconi, ma sicuramente è un caso.
    17.3. Lo Scudo fiscale, ovvero un bel condono per chi tiene i soldi all’estero. Non si sa esattamente il nome di chi ne beneficia, ma sicuramente è un caso.
    17.4. Firma disinteressata pure sul decreto Mastella – la così detta Legge bavaglio – utile a distruggere i dossier Telecom con le intercettazioni che rendono pubblici i clienti dei suoi cappuccini di maggior successo, ne abbiamo salvata una: “Dovreste assaggiare che granita di caffè, le mani d’oro ha, miiinchia!”.
    17.5. La legge salva-Pollari, dichiaratamente mirata a salvare le chiappe dell´ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, accusato di concorso aggravato in sequestro di persona nel processo che lo giudica responsabile del caso Abu Omar. La nuova legge riconosce a un imputato il diritto di opporre al magistrato o al giudice il segreto di Stato: “Sei stato tu? Guarda che se sei stato tu, ti spariamo in galera a calci nel culo e buttiamo via la chiave” “È che io ve lo direi pure, giuro, ma è segreto di Stato mannaggia la pupazza, proprio non posso, pazienza dai. Finito? Vado?”.
    17.6. Una mezza dozzina di finanziarie da paura che lo stesso Tremonti ancora oggi definisce Mio Dio che cosa ho fatto.
    17.7. Due pacchetti di sicurezza Maroni pieni zeppi di norme razziste, anti-rom e anti-immigrati che, a onor del vero, erano scritte in piccolino in basso e con l’inchiostro simpatico apposta per non farsi scorgere da occhi anziani. Un vero colpo basso per un vecchietto come Bossi.
  18. A inizio 2013 questa capacità di perseguire gli interessi di tutti, gli permette di diventare il primo uomo della storia italiana a essere eletto per la seconda volta consecutiva Presidente della Repubblica, impegno che porterà a termine a 95 anni: E da lì in poi cazzo, faccio solo comunismo quello vero.
  19. Dopo la condanna a Silvio Berlusconi per il caso Mediaset, Napolitano appare severo nel giudicare l’ipotesi di graziarlo salvandolo così da arresti domiciliari e dall’interdizione dai pubblici uffici: “Stavolta Silvio il cappuccino me lo porti tu, sennò niente grazia”. Un braccio di ferro destinato a finire con Bondi in guepiere a servire bibitone di latte UHT e fondi di caffè, un’immagine che farà ricredere chi usò il termine cruento in occasione della carneficina di Budapest.
  20. Infine, questo post avrebbe dovuto intitolarsi 10 cose che avrei preferito non sapere di Giorgio Napolitano che era un titolo molto più a effetto di 20 cose e 7 cosette, e si sa che certi personaggi ti fanno incazzare davvero solo quando ti toccano sul personale.

Fonti: http://www.amazon.it/compagno-Napolitano-Napolitano-dirigente-Comunista http://sebastianoisaia.wordpress.com http://itruffatori.blogspot.it http://it.wikipedia.org

Creato per il LoLingtonPost.it

6 comments

Rispondi:

  1. giovanni · September 10, 2013

    Temo che potrai fare qualche aggiunta a breve

  2. Humani Instrumenta Victus · September 10, 2013

    Un compendio da tenere sempre sott’occhio. Per ridere e soprattutto incazzarsi. Che ricordi! I miglioristi, l’unità delle “sinistre” con PSI e socialdemocratici (!) … alla fine l’unità l’ha messa insieme davvero.

  3. TheAubergine · September 10, 2013

    Temo anch’io, ma non mi andava di scrivere di Napolitano post-mortem, mi sarebbe toccato parlarne bene.

  4. TheAubergine · September 10, 2013

    E vogliono dividersi ma unirsi sempre più, è la democrazia totale, quella sbagliata da dovunque tu la legga.

  5. Cri · September 10, 2013

    Post ispirato e pieno di brio. Traditore della patria!

  6. TheAubergine · September 10, 2013

    Ma no, uno così nella nostra “patria” ci sta a meraviglia. La presidia appunto.
    O ce l’avevi con me? :D